ilmaresussurradinoi
Conversazione tra Alice di cinque anni e suo papà.

A : Papà, lo sai che Matteo è innamorato di me?
P : Ma no, sicuramente gli piaci, ma innamorato è esagerato.
A : Ma non vuol dire la stessa cosa?
P : No amore, essere innamorati vuol dire ben altro..
A : Quindi se lui mi aiuta a colorare, mi chiude il grembiulino, lava i pennelli per gli acquarelli anche per me, mi da il pezzo più grande della sua merenda, mi annoda i capelli tra le sue dita.. non è innamorato?
P : Oh, scusa, non sapevo di tutte queste cose. Forse è molto più innamorato lui di molti adulti. E tu, per lui intendo, cosa fai?
A : Io cerco di fare lo stesso con lui, ma lui dice che è un ometto e che gli ometti fanno tutto da soli. Però mi piacerebbe essere ogni tanto il suo ometto.

Trovata su Facebook (Via unincantevoleacida)

NON TOGLIETE LA FONTE. 

(via unincantevoleacida)

Che stra dolce♡

(via sempregentile)

Amore vero …

unastoriavera
Sai che c’è?
Che nel mondo,oggi,contano solo le ragazze con i capelli lunghi,lisci e biondi.
Che oggi le ragazze pensano solo a chi calca di più quel rossetto.
Che oggi devi avere giubbini in pelle per essere considerata.
Che oggi chi legge viene considerato un pazzo.
Che oggi devi avere le palle in tutto.
Che oggi devi avere anche le palle con gli adulti.
Che oggi,devi sapere affrontare la vita da sola,avendo un atteggiamento da troia con un sorriso falso.
Che oggi i valori si sono persi,che le persone si sono fatte stronze,che i genitori fanno uscire i figli di 12 anni facendoli tornare a casa alle 2:00 di notte,che i genitori vengono presi per il culo continuamente,che se non fumi e non bevi sei il nessuno.
E sinceramente quest “oggi” non mi piace.

-me (via heisonoquiabbracciami)

Che devi essere una testa di cazzo per farti rispettare e che per vincere devi barare. 

(via persinelvuoto)

martinagelli9801
Il punto è che quando hai quindici, sedici, diciassette anni puoi fare tutto, puoi permetterti di sbagliare. Ed è bellissimo e nemmeno ce ne rendiamo conto. É l’età del saltare scuola e falsificare la giustifica. I maglioni troppo larghi, i thè sotto le coperte, la domenica pomeriggio con gli amici. Le scritte sulle porte dei bagni di scuola. É l’età degli errori, l’età che non torna, l’età che qualsiasi cosa fai puoi sempre rimediare. É l’età dei pianti per cose che non sono niente e sembrano tutto, l’età dei primi amori, i primi baci, il dolore di quando finisce, e i “per sempre” che non lo saranno mai. Ci mettiamo in gabbia per paura della vita senza renderci conto che la vita vera è proprio ora, quella che a trent’anni vorremo poter rivivere. Siamo una generazione dannata, bruciata, andata, spirata. Siamo la generazione di facebook, di twitter, instagram e tumblr. Degli screen delle conversazioni, dei messaggi troppo lunghi, dei compiti infiniti, dei dilatatori, dei tatuaggi. Dei “Voglio vivere a Londra”, “Voglio vivere a New York”. Delle poesie sui banchi di scuola, i film visti milioni di volte, le amicizie a distanza, le stazioni, i treni, le insicurezze. É bellissimo, è bellissimo, e non ce ne rendiamo conto. Io non me ne rendo conto! É ora di cominciare a gridare, ridere, respirare. Vivere fino a consumarsi la pelle e le ossa. Vivere fino a consumarsi l’anima.